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Come Scegliere Un Telescopio

Un introduzione su come scegliere un telescopio

celestron astromaster 114La nostra è un’epoca fantastica per diventare un astronomo amatoriale. Mai prima d’ora, ai novizi osservatori delle stelle, è stata presentata una tale gamma di telescopi ed accessori per perseguire il loro hobby. Naturalmente, ciò porta a dover fare un’accurata e lunga selezione prima di scegliere il telescopio adatto: l’incredibile varietà di telescopi in commercio rende difficile per un consumatore informato prendere la giusta decisione su come sceglierne un telescopio.

Che tu stia seriamente considerando di acquistare il tuo primo telescopio, o che il tuo sia solamente ancora un sogno ad occhi aperti, questa guida ti aiuterà a restringere il campo. Prima di tutto, esploreremo i tipi di telescopi disponibili, e poi discuteremo delle loro caratteristiche chiave – la dimensione delle lenti primarie o dello specchio, il tipo di montatura, la portabilità, la computerizzazione e gli accessori. Analizzeremo anche i compromessi, perché qualunque strumento ha i suoi vantaggi e svantaggi.

Prima di acquistare qualunque cosa, bisogna determinare cos’è importante per te. Cosa vuoi osservare maggiormente? Quanto è scuro il cielo della tua zona? Qual è il tuo livello d’esperienza? Quanto sei disposto a spendere? Che spazi hai, e quanto peso vuoi trasportare? Rispondi a queste domande, familiarizza con ciò che trovi sul mercato, e sarai sulla buona strada per scegliere il telescopio che ti accompagnerà per molti anni a venire.

Prima di esaminare i diversi telescopi disponibili, è bene conoscere le basi del loro funzionamento.

L’ingrandimento non è tutto

Potrebbe sorprenderti, ma l’apertura di un telescopio non determina la sua magnificazione (“potenza”). Quando sceglie un telescopio per la prima volta, solitamente un neofita chiede, “Quanto ingrandisce?” La risposta è, “Quanto vuoi”. Qualunque telescopio può fornire una gamma quasi infinita d’ingrandimenti, a seconda della lente che si inserisce dentro.

Ma non pensare che una potenza altissima faccia solo bene. Due principali fattori limitano la potenza che mostra una vista decente con uno strumento dato: apertura (ancora) e le condizioni atmosferiche.

Esistono solamente dettagli limitati nell’immagine creata dalle lenti o dallo specchio principali di un telescopio, quindi è opportuno che tu trovi l’ingrandimento ottimale per vederli – senza distribuire troppo la preziosa luce del soggetto che stai osservando, rendendo un corpo tenue troppo tenue da osservare o trasformando un corpo luminoso in una confusa massa sfocata.

Ecco perché gli osservatori si servono generalmente di potenze inferiori per osservare corpi più fiochi come galassie e nebulose, e potenze medio-alte per oggetti luminosi come la Luna ed i pianeti. Proprio come allargare troppo una fotografia mostrerebbe solamente i grani della pellicola o i pixel del chip, così un ingrandimento eccessivo renderebbe l’oggetto che stai osservando sfocato.

Ma quanta potenza è troppa potenza? Esiste una semplice regola per trovare l’ingrandimento più utile: 50 volte l’apertura del tuo telescopio in pollici, o il doppio dell’apertura in millimetri. E questo se il telescopio ha delle componenti ottiche perfette e l’aria notturna sembra essere insolitamente stabile.

Ciò significa che un telescopio da 4 pollici (100 mm) di alta qualità non dovrebbe essere spinto oltre 200x. In prospettiva, persino uno strumento di piccole dimensioni che ha delle buone lenti ti mostrerà gli anelli di Saturno o le principali cinture di Giove, perché queste ultime possono essere osservate ad un ingrandimento di 75x. D’altro canto, se t’imbatti in un piccolo telescopio da 60 mm da grandi magazzini che promette una “potenza 300!!!”, saprai che si tratta solamente di pubblicità per attirare, e che dovresti saggiamente rivolgerti altrove.

Calcolare l’ingrandimento dell telescopio

Ora conosci la potenza pratica massima per ogni tipo di strumento. Ma come la si ottiene? Cosa vogliono dire quei numeretti sull’oculare riguardo alla magnificazione che forniscono?

Ogni telescopio ha una lunghezza focale, che è effettivamente la distanza dalle lenti primarie o dallo specchio primario all’immagine che formano. (Questa non è sempre la stessa come la lunghezza del tubo, poiché, come vedremo più avanti, alcuni telescopi “piegano” internamente il percorso della luce.) La lunghezza focale è quel grosso numero che spesso vedrai stampato o inciso sul davanti o sul retro del telescopio, solitamente di circa 400 e 3,000 millimetri, a seconda dell’apertura e del tipo di telescopio.

Anche gli oculari hanno una lunghezza focale – 25mm o 10mm, per esempio. Basta dividere la lunghezza focale del telescopio per quella dell’oculare; ed ecco l’ingrandimento di quest’ultimo. Per esempio, un telescopio dalla lunghezza focale di 1,000mm, utilizzato con un oculare da 25mm, ha una potenza di 1,000 / 25 = 40 (o 40x).

Perchè la Luna si vede sfocata?

la lunaAnche con il migliore telescopio, noterai che è possibile distinguere dettagli lunari o planetari più piccoli durante certe notti piuttosto che in altre. Talvolta, la nitidezza della visuale cambia persino da un secondo a quello successivo. Ad una potenza alta, vedrai che i pianeti e le stelle brillano e si offuscano nella maggior parte delle notti. La colpa non è del telescopio, ma della turbolenta atmosfera della Terra, e certe volte delle condizioni locali come dell’aria calda che si alza dall’asfalto della vicina autostrada che ha raccolto il calore solare tutto il giorno. Gli astronomi si riferiscono alle notti turbolente chiamandole “cattive esperienze osservative”.

Aperture grandi permettono agli osservatori di scegliere gli oggetti più flebili ed i dettagli più piccoli su Luna e pianeti, però, a prescindere dall’apertura, migliore è la vista, migliore sarà l’esperienza visiva. Dato che un’aria calma è importante, i telescopi più grandi – anche quelli che rientrano nella categoria dei telescopi da 25 millimetri e oltre – sono spesso limitati a 250x o 300x durante tutte le notti, tranne che in quelle veramente calme. Ogni osservatore esperto ti direbbe che con la pratica, vedrai più dettagli in un’immagine – non soltanto perché il tuo occhio sarà più allenato, ma perché più a lungo osservi, più probabilità hai di catturare momenti di insolita calma atmosferica.

Più grande è sempre meglio?

Ma allora perché scegliere un telescopio con apertura da 250mm, se le condizioni climatiche ti limiteranno? Le aperture grandi vengono spesso scelte dagli osservatori che vogliono raccogliere quanto più luce possibile per osservare le cose più offuscate: galassie, nebulose e gruppi di stelle. Questi cosiddetti oggetti “da cielo profondo” vengono generalmente osservati a potenze molto più basse rispetto a quelle utilizzate per la Luna ed i pianeti, quindi la qualità della visuale atmosferica non è un problema. Inoltre, aperture maggiori generalmente portano a tempi di esposizione più corti per gli appassionati di astrofotografia, specialmente quando combinate con una lunghezza focale breve.

Ma anche se uno strumento più grande rientra nel tuo budget, c’è sempre la questione della portabilità. Un telescopio amatoriale molto grande richiedere o un osservatorio permanente, in modo tale da non doverlo mai spostare, o amici caritatevoli che ti aiutino a trasportalo ed assemblarlo ad ogni sessione d’osservazione, e poi a smontarlo e trasportarlo di nuovo. Chiaramente, bisogna trovare un compromesso tra convenienza e resa – ed ognuno avrà la propria visione di ciò che è “portatile”. È facile farsi prendere dalla “febbre dell’apertura”, nella quale si ha l’impulso di acquistare il telescopio più grosso possibile. La cosa brutta però è che troppo spesso questo leviatano verrà confinato in cantina o in un armadio, essendo troppo pensante e inadatto ad un uso regolare. Ricorda, il telescopio che usi più spesso è realmente quello che ti mostrerà più cose.

Fai molta attenzione al peso del telescopio che desideri comprare, solitamente indicato nel foglietto delle istruzioni. Prendi un bilanciere o un tronco con lo stesso peso e mettilo sulla bilancia. Portatati dietro il ceppo. Portalo avanti e indietro dal posto in cui conserverai il telescopio a quello dove lo userai. In mezzo ci sono le scale? Quanto spesso sei disposto a fare tutto ciò alla fine di una lunga giornata?

Telescopi di ogni forma e dimensione

Essendoti fatto un’idea dei principali principi ottici che governano la performance di un telescopio, ed essendo sceso al compromesso tra resa e portabilità, possiamo ora esplorare i diversi tipi di telescopi disponibili in commercio.

Probabilmente penserai che ce ne siano un’infinità, ma sei scusato, perché sono tutte idee che ti ha inculcato la pubblicità. Invece, in sostanza, sebbene con forme e dimensioni diverse, i telescopi possono essere divisi in tre classi: rifrattori, riflettori e catadiottrici.

Rifrattori

telescopio rifrattoreUn rifrattore è lo stereotipo del telescopio per eccellenza – un lungo, scintillante tubo metallico con delle grosse lenti davanti ed un oculare dietro. Le lenti frontali (l’obiettivo) concentrano la luce per formare un’immagine sul retro. L’oculare è un piccolo specchio ingrandente con il quale si guarderà quest’immagine.

Gli osservatori planetari e lunari che valorizzano le loro nitide immagini ad alto contrasto che riescono a sopportare magnificazioni molto alte spesso sono alla ricerca di rifrattori di alta qualità. Infatti, se ben fatto, un rifrattore può fornire le immagini della migliore qualità ottenibile con una data apertura. Un altro vantaggio del rifrattore è che generalmente è più robusto degli altri telescopi, perché le sue lenti tendono meno spesso a disallinearsi. Per questo motivo i rifrattori sono adatti a coloro che cercano uno strumento “da portare via” o che non hanno voglia di armeggiare con le componenti ottiche. Tuttavia, queste ottime caratteristiche hanno il loro prezzo. Una lente obiettiva di buona qualità e molto grande è un pezzo d’arte che richiede un tipo di vetro speciale e deve essere fatta a mano. Infatti, i rifrattori di qualunque apertura spesso sono gli strumenti più costosi. Inoltre, nelle loro forme più comunemente incontrate, le lunghezze dei tubi di un rifrattore possono rivelarsi scomode. Un rifrattore da 100mm può anche essere lungo 1 metro o più. E, poiché, l’oculare si trova all’estremità bassa del tubo, se si vogliono osservare oggetti molto in alto bisogno necessariamente acquistare anche un treppiedi molto alto. Un treppiedi simile deve essere molto solido, per impedire traballamenti a potenze alte, quindi potrebbe risultare pesante e difficile da maneggiare, per non dire costoso. Per gli osservatori del cielo profondo un rifrattore potrebbe non possedere una capacità abbastanza sviluppata di cattura della luce per osservare gli oggetti fiochi, ed il campo visivo potrebbe essere stretto. I moderni design ottici hanno portato a rifrattori più corti e maneggevoli, ma ad un corrispondente costo maggiore.

Si fa con gli specchi

Il secondo tipo di telescopio, il riflettore, si serve di uno specchio per raccogliere e concentrare la luce. La sua forma più comune è il riflettore Newtoniano (Inventato da Isaac Newton), con uno specchio primario concavo specialmente curvato (a forma di piatto) all’estremità inferiore del telescopio. Vicino alla parte superiore un piccolo specchio secondario diagonale dirige la luce da quello primario al lato del tubo, dove un oculare strategicamente posizionato la incontra.

Se cerchi il miglior rapporto apertura/prezzo, allora il riflettore è il telescopio adatto a te. Se ben costruito e tenuto, un riflettore può fornire immagini nitide e di contrasto di tutti i tipi di corpi celesti ad un costo decisamente inferiore rispetto ad un rifrattore con la stessa apertura. Il tubo di un Newtoniano è considerevolmente più maneggevole, inoltre. La sua lunghezza raramente supera di otto volte il diametro dello specchio primario, e spesso lo è di meno. Ciò significa che un Newtoniano da 200mm può essere conservato all’interno di un tubo che raramente è lungo più di un metro, entrando comodamente nel sedile posteriore di una macchina per il trasporto verso cieli scuri e di campagna. Combina tutto questo con il centro di gravità ben al di sotto dell’oculare del Newtoniano, ed hai uno strumento su una montatura compatta e stabile che presenta l’oculare ad un’altezza perfetta per quasi ogni orientamento del cielo. È c’è un altro vantaggio. Un riflettore è, nell’insieme, l’unico tipo di telescopio che mostra un’immagine “normale” e non a specchio”. Ciò è particolarmente importante quando si sta tentando di paragonare ciò che si vede nell’oculare a quello che c’è su una mappa stellare. Il migliore, in termini di rapporto qualità/prezzo, è sicuramente un peculiare tipo di riflettore chiamato Dobsonian. Si tratta di un Newtoniano con una montatura molto semplice e robusta. Questi strumenti estremamente popolari sono disponibili con aperture da 100mm a più di 760mm e rappresentano la scelta migliore in fatto di convenienza per osservazioni a livello amatoriale.

Come tutti i riflettori (ce ne sono molti altri tipi, però li tralasceremo perché raramente i principianti li acquistano), un Newtoniano richiederà della manutenzione occasionale. A differenza delle lenti saldamente montate di un rifrattore, gli specchi di un riflettore possono disallinearsi facilmente, e pertanto richiederanno una collimazione (regolazione) periodica per garantire una performance al massimo, specialmente se il telescopio viene spostato di frequente. Una volta che ci avrai preso la mano non sarà più un problema, e gli specchi di un normale Newtoniano probabilmente richiederanno non più di una regolazione al mese. Ma per coloro che non sono portati per i lavori meccanici, dover collimare un riflettore Newtoniano, anche solo di tanto in tanto, potrebbe rivelarsi frustrante. Il tubo aperto del riflettore accumula più sporco e polvere sulle superfici delle componenti ottiche, anche se si è abbastanza lungimiranti da coprire il tubo quando lo si ripone, e questo porterà a doverlo pulire ogni tanto. Inoltre, le superfici alluminate degli specchi di un riflettore potrebbero avere bisogno di essere ricoperte ogni 10 o 20 anni – più frequentemente se si risiede in una zona urbana dall’aria inquinata o vicino al mare.

Il meglio di entrambe le cose

E poi c’è la terza categoria di strumenti, il telescopio catadiottrico o composto. Questi sono stati inventati nel 1930 per unire le migliori caratteristiche dei rifrattori e dei riflettori: impiegano sia lenti che specchi per formare un’immagine. La caratteristica migliore di questi strumenti è che, nelle loro forme più diffuse (lo Schmidt-Cassegrain ed il Maksutov-Cassegrain), sono molto compatti. I loro tubi sono solamente due o tre volte più lunghi e larghi, un assetto permesso dalla “piega ottica” della luce. Il tubo più piccolo può usare una montatura più leggera, e di conseguenza più maneggevole. Il vantaggio è che si può ottenere un telescopio ad apertura larga e dalla lunghezza ampia che sia comunque facilmente trasportabile.

Ma occorre qualche precisazione. Come il Newtoniano, lo Schmidt-Cassegrain necessita di un’occasionale collimazione ottica che ne diminuisce l’attrattiva per coloro che sono poco inclini ai lavori meccanici. Il loro campi visivi possono essere anche abbastanza stretti. In termini di costo, apertura per apertura, il catadiottrico si colloca tra il riflettore ed il rifrattore. Come un Newtoniano, le forme popolari dei telescopi composti hanno uno specchio secondario nel percorso della luce dello strumento, e questo degrada leggermente la performance di osservazioni lunari e planetarie importanti. In ogni caso, se ben costruito, uno Schmidt-Cassegrain o un Maksutov forniranno immagini di una vasta gamma di corpi celesti. In comune con i rifrattori, i tubi dei catadiottrici sono sigillati in modo da escludere la maggior parte della polvere – un grande lato positivo per uno strumento che porterai fuori città. Ma se vivi in un posto nel quale avvengono frequenti formazioni di rugiada (praticamente quasi ovunque), una sorta di colletto o estensione per prevenire l’appannamento del piatto correttore esposto sul davanti del tubo è un must. I telescopi di questo tipo tendono anche ad essere i più altamente “tecnologici”, con molte opzioni come puntamento computerizzato ed adattazioni fotografiche. In breve, si tratta di telescopi eccellenti per osservazioni generali che possono servirsi di una grande varietà di accessori.

La Montatura dell Telescopio

Il miglior telescopio del mondo è inutile a meno che non è poggiato su di una solida, stabile montatura perfettamente funzionante, una che gli permetta di direzionarlo verso la porzione desiderata di cielo e seguire un corpo celeste fluidamente e precisamente mentre la terra gira sotto di esso.

In termini realistici, una montatura “stabile” è una che, quando si sta usando una potenza moderatamente alta, non vibra per più di un secondo dopo lo spostamento del tubo. In particolare, la visuale non può traballare così tanto da impedire di trovare il fuoco giusto. E quando si lascia andare la manopola del fuoco, la mira non deve spostarsi repentinamente da un lato. Questo elimina completamente tutti quei telescopi simil-giocattolo da “grande magazzino”. Anche se ci sono variazioni sul tema, incontrerai due tipi di montatura: altazimutale (o alt-az) ed equatoriale. Un’alt-az funziona come la testa pan/tilt di un treppiedi, muovendo il telescopio in alto ed in basso (in altitudine) e a destra e a sinistra (in azimut). La montatura equatoriale possiede inoltre due assi, ma sono inclinati in modo che uno sia allineato con l’asse di rotazione della Terra. Se stai pensando di utilizzare un telescopio di piccole dimensioni per osservazioni occasionali o per uso diurno (ad esempio, bird watching), ti troverai bene con una montatura alt-az. Montature perfettamente costruite di questo tipo saranno munite di controlli slow-motion finemente filettati che permetteranno al telescopio di venire mosso fluidamente anche di pochissimo, cosa particolarmente importante quando si stanno usando potenze alte. Il valore di tali rifiniture ti sarà chiaro una volta che seguirai il percorso di una stella o di un pianeta ad alti ingrandimenti. La Dobsonian è una forma di montatura alt-az. Materiali poco costosi come truciolato e teflon figurano nella sua costruzione, conferendo una montatura low-cost dal centro di gravità basso che (idealmente) scorre fluidamente su entrambi gli assi che può essere controllata con la punta delle dita. Un riflettore Newtoniano montato in questo modo non è solamente estremamente facile da impostare ed intuitivo da usare, ma ha anche un ottimo prezzo.

Per un telescopio adatto per l’astronomia, e per il quale la fotografia è un prospetto futuro, si dovrebbe prendere in considerazione una certa forma di montatura equatoriale che contrasta la rotazione terrestre. È molto più semplice tracciare un corpo celeste con un telescopio montato in questa maniera, poiché l’unica preoccupazione da avere sarebbe quella di girare il telescopio di circa un asse – non due simultaneamente, come nell’alt-az. Quando una montatura equatoriale è montata correttamente, girare i controlli slow-motion del suo asse polare è tutto ciò che viene richiesto per mantenere un oggetto in vista.

Montature più sofisticate, incluse le moderne montature alt-az high-tech, hanno incorporati dei motori elettrici per svolgere quest’operazione, rendendoti libero di concentrarti sull’osservazione. Quindi, esiste un tipo di montatura migliore di un altro? Non proprio, perché ognuna ha i suoi punti di forza. Per gli osservatori occasionali che desiderano un telescopio facilmente trasportabile che può essere montato in posti diversi, è preferibile un’alt-az – specialmente una Dobsonian. Una equatoriale, virtualmente obbligatoria per la maggior parte delle forme di astrofotografia ed osservazioni critiche della Luna e dei pianeti ad alta potenza, necessita di avere il proprio asse polare allineato con l’asse rotazionale della Terra. Nonostante l’allineamento polare non sia particolarmente complicato e diventi una pratica di routine, può occupare molto tempo all’inizio di una sessione osservativa se lo si vuole fare in modo veramente preciso (necessario per la fotografia ma non solo per osservare).

Telescopi “Go To”

telescopio gotoAttualmente in voga vi sono dei telescopi robotici computerizzati che appaiono sul mercato in diverse guise. Questi hanno montature controllare o da un computer incorporato o da remoto con un PC esterno. Questo ti permette di dirigere il telescopio verso qualunque oggetto salvato nel database del computer.

Ad un primo sguardo, queste unità “Go To” sembrerebbero la risposta ad i sogni di un novizio, dato che si fanno carico di tutto il lavoro di trovare corpi elusivi come galassie lontane, agglomerati di stelle, ed asteroidi. “Ehi,” potresti pensare, “Non devo imparare a memoria tutte le mappe stellari!”. In realtà, non è proprio così.

Senza dubbio, se ben costruiti (leggi: costosi), questi telescopi robotici sono molto divertenti da usare, dato che quasi magicamente setacciano da soli i cieli alla ricerca di qualunque cosa tu abbia digitato, scovando immediatamente il bersaglio e presentandolo all’interno dell’oculare. Tuttavia, questa tecnologia sta ancora maturando al punto in cui questi telescopi si orienteranno da soli non appena vengono portati sul campo e accesi. Quasi tutti i sistemi Go To ti chiederanno di inserire la posizione geografica del tuo sito di osservazione (o della città più vicina) e la data e l’ora all’inizio di ogni sessione di osservazione. Questo permette al computer di calcolare la posizione di qualunque oggetto tu voglia osservare. Spesso avrai anche bisogno di livellare il tubo del telescopio, puntarlo verso nord (o sud nell’Emisfero Australe), e poi avviare una procedura d’allineamento che si serve di due stelle luminose (che devi conoscere per nome) per sincronizzare il sistema di coordinate del telescopio con quello del cielo. È vero che questa routine d’impostazione si può facilmente padroneggiare con la pratica. Ma ci vuole tempo. E per qualcuno che ancora non conosce bene il cielo, la stragrande maggioranza dell’attuale gruppo di telescopi robotici ha il potenziale di rivelarsi particolarmente stressante, almeno agli inizi. Comunque, la tecnologia si sta evolvendo. Gli ultimi telescopi Go To prodotti includono i propri dispositivi di Sistema di Posizionamento Globale che almeno ti avvertono (ed avvertono anche il telescopio) della tua posizione esatta e dell’ora, rendendo il processo di regolazione delle impostazioni leggermente più semplice. Poi, c’è anche la questione di quanto accuratamente le parti meccaniche puntino il telescopio dove il cervello elettronico sta indicando. Ad ingrandimenti astronomici, non c’è spazio neanche per il più piccolo errore – quindi, nemmeno per tagli nei costi di design e fabbricazione. Un telescopio Go To scadente non funzionerà, non importa quanto siano sofisticate le componenti elettroniche. Ecco un ultimo consiglio da tenere a mente: i soldi spesi nella montatura di un telescopio elettronico Go To potrebbero venire investiti in un telescopio a montatura tradizionale di apertura maggiore.

Cercatori

cercatore telescopioQuando viene usato ad una potenza da media a alta, un telescopio ti mostra solamente una piccola porzione di cielo. Questo rende l’operazione di puntatura di un bersaglio un processo frustrante, a meno che il telescopio non abbia un cercatore.

Come suggerisce il nome, un cercatore ti assiste nella localizzazione dei corpi celesti. Tutti i telescopi, tranne i più piccoli, ne hanno bisogno. Il più comune è un telescopio in miniatura attaccato tramite un supporto accanto all’oculare del telescopio principale. Ha un grado d’ingrandimento basso e quindi un campo visivo più ampio, ed è equipaggiato di un mirino. Una volta allineato correttamente con il telescopio principale, centrare un oggetto nel mirino lo immette nel campo visivo di quest’ultimo. Ti serve un cercatore di alta qualità e relativamente di grandi dimensioni. Cercane uno che abbia un’apertura (lente frontale) più grande di 25mm ed appaia ben fatta. Cercatori minuscoli e praticamente inutili sono troppo comuni nei telescopi economici. Una popolare alternativa è un red dot, che proietta un punto o un anello (o degli anelli) di luce nello sfondo quando lo si guarda da dietro. Molti preferiscono quest’opzione intuitivamente semplice, però si è limitati ad oggetti osservabili ad occhio nudo perché questo tipo di cercatore non ha ingrandimento, e possiede un’apertura con capacità di raccolta della luce non più grande di una pupilla. Si può, tuttavia, “saltare” da bersagli ad occhio nudo ad oggetti appartenenti al cielo più profondo utilizzando il telescopio principale alla sua potenza più bassa se si hanno delle mappe del cielo sufficientemente dettagliate.

Posso fotografare ciò che vedo?

Presumendo che tu abbia acquistato un telescopio nuovo, è quasi inevitabile che lo vorrai usare per catturare la bellezza di un’immagine planetaria su pellicola o per emulare le meravigliose gallerie di fotografie dello spazio che adornano le riviste come Sky & Telescope. In principio non c’è alcuna ragione per la quale non dovresti esserne in grado, dato l’equipaggiamento necessario e con la giusta inclinazione ed al momento adatto. Ma è sempre saggio prima abituarsi ad utilizzare il tuo nuovo telescopio visualmente, ed esplorare il cielo per conoscerlo meglio, prima d’imbarcarsi nell’avventura dell’astrofotografia.

La fotografia spaziale può rivelarsi incredibilmente appagante, ma è tanto un’arte quanto una scienza. La curva d’apprendimento può essere ripida, l’equipaggiamento può farsi costoso, ed ottenere la foto perfetta può consumare moltissimo tempo. Mentre qualunque telescopio ti permetterebbe di fotografare la Luna, per qualunque altra cosa avrai bisogno di un telescopio con una montatura ben fabbricata, rigida e precisamente orientata.

Ogni telescopio ha il suo prezzo

Resisti alla tentazione di acquistare il telescopio più economico disponibile. La maggior parte di questi hanno una bassissima qualità ottica, meccanica, o entrambe, e ti deluderanno. Se hai un budget minore di 200$, considera l’acquisto di un buon binocolo in alternativa.

Ciò detto, gli strumenti di qualità possono essere anche ottenuti in seconda mano da un membro più esperto del tuo club di astronomia locale. Oppure stai considerando di costruirne uno da solo? Se hai delle buone facoltà manuali e ti piace lavorare il legno, è possibile comprare le parti ottiche e costruire un riflettore Dobsonian di prima qualità. Ancora, i membri più anziani del tuo club locale potrebbero esserti d’aiuto.

Anche se sei disposto a spendere molti soli, non comprare il telescopio più grande e costoso che trovi. Inizia dai più piccoli e maneggevoli. Se stai ancora imparando ad identificare le costellazioni, molte delle funzionalità avanzate di uno strumento molto costoso non ti saranno di alcuna utilità. E ricorda di non prendere qualcosa di troppo pesante da montare, trasportare e conservare.

Infine, ricorda che avrai bisogno di altro oltre a vetro e metallo. Assicurati di risparmiare una parte del tuo budget per oculari aggiuntivi per espandere la gamma di magnificazione del telescopio, un atlante stellare molto dettagliato (essenziale!) e delle buone guide, e qualunque altro tipo di altri accessori – in particolare se hai in mente di diventare un astrofotografo.

Considerazioni finali

Quindi, là fuori c’è un telescopio perfetto che ti aspetta? In verità, c’è eccome – è quello che userai più spesso!

Un rifrattore dalle superbe qualità ottiche ma massiccio non ti sarà per niente utile se non potrai portarlo fuori, ed il più grande dei Dobsonian non ti mostrerà le galassie più lontane, se l’unico posto nel quale potrai usarlo è un parcheggio inquinato dalle luci di una città. Considera con attenzione qual è il tuo primario interesse di osservazione, dove potresti effettuare le tue sessioni, e cosa significa “portatile” per te quando scegli un telescopio. Far sollevamento pesi ti farebbe bene, ma non tutti potrebbero apprezzarlo. Contatta il tuo club astronomico locale, il quale potrebbe aver organizzato delle notti di osservazione nelle quali è possibile provare diversi telescopi e chiacchierare con i loro proprietari. Non essere timido. Il tuo club locale non si sarebbe inserito nel nostro database se non avesse desiderato una tua chiamata. Un telescopio rappresenta un grande investimento per molti, e l’universo non scappa di certo. Quindi, prenditi il tempo che ti serve per decidere. Usa un binocolo per familiarizzare con le carte stellari e le guide per stanare meraviglie lontane e nascoste. Così facendo, svilupperai esattamente le conoscenze e le abilità necessarie per usare un telescopio. Al momento effettivo dell’acquisto, tenderai a prendere una decisione della quale sei realmente felice, e possiederai una vera chiave per sbloccare una vita di meraviglie cosmiche.

Stanotte il cielo è perfetto – che cosa stai aspettando?

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