Cos'e l'astrofotografia lunare? - Telescopios.it

Cos’e l’astrofotografia

Cos’e l’astrofotografia lunare?

astrofotografia lunaScattare foto di alta qualità al disco lunare è semplicissimo. Fai un servizio fotografico alla Luna!

La rivoluzione della fotografia digitale si è abbattuta sull’astronomia come un temporale. I dispositivi fotografici che hai più probabilità di possedere sono smartphone, tablet, e compatte fotocamere “punta e scatta”. Sorprendentemente, questi semplici dispositivi sono in grado di produrre delle buone immagini, anche bellissime, della nostra vicina più vicina, la Luna. Non è esattamente facile come arrivare all’oculare e scattare e via – ma questa è l’idea generale. Quindi, ecco alcuni consigli già testati per iniziare l’astrofotografia lunare.

Che tu abbia uno smartphone o un tablet (che solitamente hanno delle lenti piccole, a fuoco fisso) p una fotocamera digitale versatile o una DLSR, tutte impiegano un simile set di modalità operative. Alcune hanno l’opzione “manuale”, che è preferibili alla modalità “automatica”, che tende a sovraesporre le immagini lunari. Applicazioni come NightCap Pro possono aggiungere queste funzionalità al tuo smartphone. Utilizzando la modalità manuale, puoi regolare velocità di scatto, esposizione, apertura, ed ISO (o almeno le impostazioni di luminosità del tuo cellulare) per controllare la quantità di luce che raggiunge il rilevatore della fotocamera. Una velocità di scatto alta aiuta a minimizzare la sfocatura dovuta alle turbolenze atmosferiche, al vento, ad una montatura non-tracciante, o ad una mano non molto ferma.

Probabilmente, l’impostazione più importante è l’ISO. Di base, più alto è il valore ISO, maggiore è la sensibilità alla luce del rilevatore. I classici smartphone o fotocamere digitali hanno un tasso d’ISO da 100 a 1600, mentre i nuovi modelli “low-light” possono arrivare a 6400, 12,800 o più. Il compromesso è che più alti sono gli ISO, maggiore sarà il rumore o la “sgranatura” dell’immagine. Prova ad usare 200 o 400, almeno all’inizio, per la gamma dinamica più grande ed il rumore d’immagine minore.

La bellezza della fotografia lunare è che persino un piccolo rifrattore da 60mm può produrre immagini incredibili. L’apertura non è un fattore importante, poiché la fotocamera sta utilizzando il telescopio come una lente telefotografica gigante. Quest’arrangiamento ottico – telescopio, oculare, ed una telecamera con una lente attaccata – è chiamato fotografia afocale.

Mentre telescopi non guidati possono produrre ottimi risultati, un telescopio che sta tracciando la Luna, generalmente, produrrà immagini migliori e meno sfocate. Se hai una mano ferma, allora basta allineare la lente della fotocamera all’oculare ed utilizzare la funzione autoscatto per assicurarti immagini buone.

Tuttavia, per ottenere le immagini più nitide e la risoluzione migliore, un qualche aiuto meccanico sarà utile. Quasi indispensabile per una fotografia lunare di base è un buon treppiedi fotografico. La maggior parte delle fotocamere possiede un buco filettato da ¼-20 per attaccarla al treppiedi, oppure è possibile comprare un adattatore per treppiedi poco costoso per il tuo smartphone. (Infatti, la maggior parte dei “selfie stick” impiega un adattatore per treppiedi semplice ma efficace).

Se i treppiedi non fanno per te, allora acquista un adattatore per smartphone o per fotocamera digitale che si attacchi al tubo e posizioni la lente della telecamere direttamente sopra l’oculare.

La tecnologia offre alternative all’uso dell’approccio con l’autoscatto. Forse la tua fotocamera può venire usata con un comando remoto elettronico o meccanico. Con alcune fotocamere un controller wireless Bluetooth può “far scattare” l’otturatore fino a 10 m di distranza.

Cominciamo a scattare!

È ora di mettere in pratica le tue tecniche e provare la tua attrezzatura scattando un po’ di foto alla Luna. Prima di uscire, comunque, assicurati che la lente della tua fotocamera sia pulita e di selezionare il file immagine più grande possibile. Assicurati che la batteria sia carica – e spegni il flash!

Punta il tuo telescopio verso la Luna, metti a fuoco l’oculare, e poi posizione la lente della fotocamera direttamente sopra l’oculare. Assicurati di stare puntando dritto, non storto, per minimizzare le distorsioni. Ora usa il fuoco del telescopio per produrre un’immagine nitida all’interno dello schermo della fotocamera. Usa oculari a bassa potenza, che tendono ad avere lenti con campi più ampi e danno buon sollievo agli occhi. Ciò rende la procedura di messa a fuoco della Luna più semplice e riduce il vignetting (luminosità dell’immagine ridotta) attorno alla periferia del frame.

Se possibile, cerca di non usare la modalità di auto-esposizione, perché tende a sovraesporre l’immagine o viceversa. (Anche se è più semplice portare fuori i dettagli in un’immagine sottoesposta attraverso la modifica al computer.)

Una tecnica chiamata bracketing funziona particolarmente bene con la fotografia lunare. Scattando molte foto su una vasta gamma di esposizioni ed ISO, puoi compensare l’enorme tasso di luminosità delle caratteristiche lunari e lavorare attorno a qualunque sfocatura indotta dalle turbolenze atmosferiche.

Mentre stai scattando, usa lo schermo dello smartphone o la visuale “live-screen” della fotocamera per controllare il framing ed il fuoco. Alcuni fotografi utilizzano lo zoom ottico di una fotocamera, se quest’ultima ce l’ha, per catturare i dettagli più piccoli in superficie, nonostante cambiare passando ad un oculare a potenza più alta possa avere lo stesso effetto. Ma non usare lo zoom digitale – possessori di smartphone, prendete nota! – perché non riesce a catturare i dettagli più piccoli.

Infine, scattare molte immagini vi coprirà le spalle in caso di “imprevisti”. Se qualcosa può andare storto, spesso lo fa – partendo dallo spostare il telescopio dal bersaglio, perdere il fuoco, vignetting, fino ad arrivare a strane riflessioni interne, perdita di potenza, ed inaspettati cambiamenti climatici.

Il passo successivo: The DSLR

Canon EOS 1200DUna fotocamera DSLR (digital single lens reflex) è un dispositivo di fotografia estremamente potente e versatile. Non solo puoi utilizzarla per fare foto ad un matrimonio o scattare straordinarie immagini macro agli insetti, puoi anche servirtene per produrre immagini di pianeti che rivaleggiano con le migliori foto scattate dalle fotocamere planetarie e CCD. Ecco alcune ragioni che stanno dietro al successo della DSLR: un ampio, sensibile chip CMOS; lenti intercambiabili (incluso lo zoom); possibilità di salvare le immagini in un numero differente di formati incluso RAW (o in modalità non processata/non compressa); e capacità di produrre file AVI (video) d’alta qualità. Altri smartphone e fotocamere digitali hanno ampi rilevatori CMOS, però sono sprovvisti della versatilità della DSLR. E non sono nemmeno compatibili con la vasta gamma di software di controllo ed elaborazione fatti su misura per la fotografia astronomica.

Come con molte fotocamere più piccole, il metodo afocale funziona bene con la DSLR. Solitamente, è meglio utilizzare lenti dalla lunghezza focale minore – uno zoom da 50mm o da 18 a 55mm – rispetto a lenti dalla lunghezza focale maggiore e più pesanti, che sono più tendenti a cadere e difficili da allineare. Le lenti telefotografiche spesso hanno un “punto dolce”, nel quale la nitidezza è perfetta, quindi sperimenta con le diverse impostazioni.

Un grande vantaggio della DSLR per l’astrofotografia lunare (e per l’astrofotografia in generale) è che può venire facilmente adattata per essere inserita direttamente nel focheggiatore, utilizzando né una lente né un oculare. Praticamente, il telescopio stesso diventa la lente della fotocamera. Questo rende la fotocamera l’obiettivo primario del telescopio, e si tratta di un’impostazione ben più solida e precisa rispetto al metodo afocale e a tentare di centrare la lente di una fotocamera con l’oculare.

Per utilizzare il metodo dell’obiettivo primario, avrai bisogno di un adattatore ad anello specifico per la marca della tua fotocamera che si adatti al focheggiatore del telescopio (dove dovrebbe andare normalmente l’oculare). Molti venditori offrono questi adattatori per focheggiatori dal diametro sia da 6mm che da 50mm) per ridurre la quantità di vignetting. Per aumentare l’ingrandimento o la lunghezza focale, puoi inserire una lente di Barlow nel focheggiatore prima, e poi inserire la combinazione fotocamera-adattatore all’interno della Barlow. Quest’impostazione è particolarmente utile per studi ad alta risoluzione di strutture o crateri lunari.

Ovviamente, se possiedi già delle lenti telefotografiche per la tua fotocamera DSLR, non esitare ad usarle. Tuttavia, quando scatti immagini a disco intero, congiunzioni con pianeti, o eclissi lunari, dovrai ridurre l’ingrandimento e catturare l’intera scena.

Acquisizione ed elaborazione delle immagini

astrofotografia PleiadiLa maggior parte dei nuovi modelli della DSLR ora hanno una modalità “live-view”, la quale è critica per l’ottenimento di un fuoco buono e nitido. Usa la funzione zoom da 5x a 10x per ottenere il fuoco perfetto. Poi serviti di un telecomando per scattare da remoto, un intervallometro, o persino dell’autoscatto della fotocamera per controllare l’otturatore senza toccarla. Se combinato con le impostazioni manuali ed il backeting, questo è un pacchetto completo che puoi impostare velocemente ed utilizzare al momento. È comunque molto più potente connettere la tua fotocamera ad un laptop o un altro computer che possiede un software di controllo da remoto delle fotocamere.

La Canon ha la gamma più ampia di software di acquisizione e controllo astronomico, anche se Nikon, Sony ed altre compagnie stanno cominciando a sviluppare prodotti utili. Alcune delle applicazioni più popolari sono Nebulosity, Backyard EOS (per Canon e Nikon), ImagesPlus, e Maxim DL.

La mia preferita per la fotografia lunare è Backyard EOS, un programma molto economico per controllare la fotografia lunare, planetaria e spaziale. Una volta connessi fotocamera e computer, si può accedere ad una vastissima gamma di operazioni con il solo click del mouse. Nella modalità Frame&Focus, il tuo schermo mostra una versione molto più grande del “live-screen” della fotocamera, includendo le modalità di zoom 5x e 10x. Ciò permette una messa a fuoco molto precisa, e di eccedere qualunque cosa avresti potuto ottenere utilizzando solamente la fotocamera. Nella modalità immagine Planetaria, la DSLR diventa una “fotocamera planetaria dedicata” capace di produrre sia esposizioni singole che file AVI compresi di centinaia o persino migliaia di frame.

Una volta acquisite e salvate le tue immagini e/o file AVI, come si fa ad elaborarli? I file composti da sole immagini possono venire ingrandite e rese più nitide con programmi come Adobe Photoshop. Le cose si fanno più interessanti quando si desidera stoccare (combinare elettronicamente) una serie di immagini per elaborare file AVI. Lo stoccaggio (stacking) delle immagini – che si tratti solo di una manciata o letteralmente di centinaia di frame di un file AVI – è una tecnica che incrementa il rapporto segnale/rumore ed incrementa drasticamente la nitidezza ed il contrasto generali. Il processo comprende il far scegliere al tuo computer i frame più nitidi e meno distorti, allineandoli e combinandoli, e aumentare la nitidezza ed il contrasto finali. Anche se può essere complicato, applicazioni gratuite come Registax ed Autostakkert! possono automatizzare la maggior parte della procedura.

L’immagine finale ti lascerà a bocca aperta! Si inizia con quella che sembra una serie di frame sfocati e tremolanti – ed il prodotto finale è un’immagine dettagliata ed incredibilmente nitida. Però ricorda il vecchio detto: “spazzatura dentro, spazzatura fuori.” Otterrai i risultati migliori in assoluto quando la trasparenza e la vista del cielo saranno perfette. Stoccare persino centinaia di frame scattati durante condizioni climatiche non ottimali porterà solamente ad un’immagine finale di qualità scarsa.

La rivoluzione della fotocamera digitale sta ancora avvenendo! Quindi, che tu abbia uno smartphone, una fotocamera “punta e scatta”, o una DSLR a full-frame, prenditi un po’ di tempo per scattare qualche foto alla nostra vicina più vicina. I risultati ti sorprenderanno – e tutto questo potrebbe dare inizio ad uno studio più serio e godibile della Luna.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+Share on TumblrDigg this

There are no comments yet, add one below.

Leave a Reply


Name (required)

Email (required)

Website