Filtri a Banda Per Migliorare La Visuale Dei Oggetti Del Cielo - Telescopios.it

Filtri a Banda Per Migliorare La Visuale Dei Oggetti Del Cielo

Ad oggi esistono numerosi filtri differenti disponibili sul mercato per migliorare la visuale dei vari oggetti del cielo profondo, la maggior parte dei quali appartiene ad una delle seguenti tre classi:

1. Filtri a banda passante larga “anti-inquinamento”
2. Filtri a banda stretta “per nebulose”
3. Filtri lineari

Filtri a banda passante larga “anti-inquinamento”

filtri a bandaI filtri a banda passante LPR (Light Pollution Reduction) sono progettati per migliorare la visibilità di diversi oggetti del cielo profondo bloccando i comuni vapori di mercurio, sodio ed alcune delle altre linee di emissione di origine artificiale o delle fonti naturali che contribuiscono all’inquinamento da luce, lasciando passare, allo stesso tempo, una vasta gamma di altre lunghezze d’onda molto più utili.

Poiché l’occhio è principalmente un “detector del contrasto”, questo screening selettivo di che porta all’eliminazione di alcuni dei bagliori del cielo di sfondo incrementa il contrasto ed aiuta gli oggetti del cielo profondo a diventare più visibili. Anche se questi filtri a banda larga non eliminano gli effetti dell’inquinamento da luce o rendono gli oggetti più luminosi, nella maggior parte dei casi, possono comunque migliorare la visibilità di alcuni oggetti dello spazio profondo di qualche grado. Il maggiore miglioramento nella visuale in generale è spesso quello delle nebulose a emissione, ma i filtri a banda larga possono anche fornire un leggero incremento del contrato ad alcune nebulose a riflessione e ad alcune delle galassie più grandi.
Inoltre, versioni più grandi di questi filtri a banda larga che si adattano alle lenti delle fotocamere possono essere in qualche modo utili per fotografare ampi campi stellari anche quando sono presenti dei bagliori dovuti all’inquinamento da luce.

Alcuni filtri a banda passante larga disponibili sono il Lumicon Deep-Sky, til Meade Series 4000 Broadband, il Celestron LPR, il Thousand Oaks Type 1, e l’Orion SkyGlow. Il Lumicon Deep-Sky riesce ad offrire un notevole incremento del contrasto e della visibilità dei dettagli più lontani nelle nebulose a emissione su visuali non filtrate per oggetti come la Nebulosa di Orione (M42), la Nebulosa della Laguna (M8), la Nebulosa Merope, la Nebulosa Trifide (M20) e molte altre. Comunque, il miglioramento non è altrettanto notevole sugli ammassi stellari o sulle galassie.

light pollution filterHo scoperto che utilizzare il filtro su galassie più grandi e diffuse come la M33, la M81, la M101, l’NGC 253 e l’NGC 2403 sul mio dieci pollici quando sono presenti delle leggere luminescenze aiuta ad incrementare la visibilità del dettaglio, ma l’effetto non è così forte. Sugli ammassi stellari, l’effetto è quasi nullo, dato che alcune delle loro emissioni rientrano nella porzione dello spettro bloccato da questi filtri. In quel caso, potrebbe essere meglio usare potenze leggermente maggiori su alcuni degli oggetti più piccoli per diluire l’inquinamento da luce di poco. Dato che i filtro bloccano parte della luce, potrebbero esserci delle volte in cui qualche oggetto potrebbe persino apparire più fioco da un sito di osservazione notturno quando si usa un filtro a banda passante larga piuttosto che quando non lo si usa. Gravi livelli di inquinamento da luce possono anche essere troppo da gestire per i filtri a banda passante, quindi sarebbe comunque meglio recarsi in un sito di osservazione notturno più pulito possibile. Il filtro Lumicon Deep-Sky ha un ulteriore bonus, poiché funziona abbastanza bene come filtro blu per osservare Giove e per far risaltare le nuvole bianche e le cappe polare di Marte. In breve, un filtro “anti-inquinamento” a banda passante larga può risultare utile per compensare ad un leggero inquinamento da luce, ma potrebbe non rivelarsi il filtro migliore per le osservazioni del cielo profondo.

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Filtri a banda stretta “per nebulose”

filtro per nebuloseI filtri a banda stretta “per Nebulose”, come si evince dal nome, sono principalmente progettati per osservare la maggior parte delle nebulose a emissione. Questi filtri permettono il passaggio solamente del luminoso paio delle linee di emissione di Ossigeno III, la linea di emissione Idrogeno-beta, e delle lunghezze d’onda tra H-beta e le linee OIII.

I filtri a banda stretta scuriscono significativamente le luminescenze di sfondo senza danneggiare l’immagine della nebulosa, e sono spesso di grande aiuto quando si tratta di osservare un oggetto in condizioni d’inquinamento da luce da lieve a moderato. Il miglioramento della visuale delle nebulose ad emissione del filtro è solitamente superiore a quello dei filtri a banda passante, poiché la maggior parte degli oggetti nebulari lontani diventa molto più facile da vedere (senza i filtri, alcune potrebbe essere addirittura quasi invisibili!). Persino le nebulose più prominenti visibili senza l’aiuto dei filtri guadagnano tantissimi dettagli e molto contrasto con le unità a banda stretta. Tuttavia, c’è sempre bisogno di utilizzare un giusto adattamento all’oscurità, una visione distolta e potenze da basse a moderate (da 4x a 14x per pollice/millimetro di apertura) per ottenere il meglio da questi filtri.

Alcuni filtri a banda stretta disponibili sono il Lumicon UHC, il Meade Series 4000 Narrowband, il Thousand Oaks Type 2, e l’Orion Ultrablock. L’ UHC ed il Meade Narrowband possiedono anche una passabanda rosso scuro per la linea Idrogeno-alfa. Sia l’UHC che l’Ultrablock, per esempio, mostreranno spesso la Nebulosa di Rosetta AD OCCHIO NUDO quando si guarda attraverso di esso. Persino sotto un cielo veramente molto scuro, i miglioramenti al contrasto ed al dettaglio sono impressionanti, e la maggior parte degli osservatori continua ad utilizzare il proprio filtro a banda stretta in questi siti. Un ottimo trucco per scoprire nebulose planetarie è osservare gli oggetti restringendo gli occhi e tenendo un filtro a banda stretta tra l’oculare e l’occhio. Le stelle all’interno del campo diventeranno grossomodo sfuocare, ma le nebulose planetarie rimarranno normali, e quindi risalteranno contro le stelle di sfondo.

skyglow orion broadband filterSe paragonati, l’UHC e l’Ultrablock hanno caratteristiche molto simili, anche se l’UHC ha un fattore di trasmissione della luce leggermente più alto nella sua passabanda primaria rispetto all’Ultrablock, il che potrebbe essere utili per osservare nebulose lontane. La comparazione spettroscopica dei due filtri rivela che la passabanda dell’Ultrablock è molto più arrotondata e leggermente più stretta rispetto a quella dalla punta piatta dell’UHC, con cali della trasmissione della luce verso i bordi della passabanda, specialmente verso il lato H-beta. L’UHC, inoltre, mostra una passabanda che permette di alla luce rossa di passare, inclusa la linea alfa (l’Ultrablock non ce l’ha), cosa che potrebbe contribuire alla formazione di immagini più luminose con aperture maggiori. La passabanda più rotonda e leggermente più stretta dell’Ultrablock potrebbero costituire le ragioni per le quali alcuni osservatori hanno riportato un campo lievemente più scuro ed un contrasto leggermente più alto sotto condizioni d’inquinamento da luce con alcuni oggetti utilizzando l’Ultrablock. A volte, l’Ultrablock è anche leggermente meno costoso dell’UHC, ma quando non si trovano scontati, i due filtri hanno praticamente lo stesso prezzo. Entrambi rendono molto bene, e la differenza generale tra i due è minima.

Tuttavia, questi filtri per nebulose solitamente riducono di poco la luminosità della maggior parte degli ammassi di stelle, delle nebulose a riflessione e delle galassie, però in condizioni d’inquinamento moderate, un filtro a banda stretta potrebbe comunque essere utile con questi oggetti a grandi aperture. L’uso fotografico di questi filtri a banda stretta non è consigliato.

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Filtri lineari

filtri lineariI filtri lineari sono unità a passabanda molto stretta progettati per lasciare passare solamente una o due linee spettrali provenienti dalle nebulose a emissione, quali il paio vicino delle linee di Ossigeno III o la linea H-beta. Nella categoria di filtri lineari, il filtro Lumicon Oxygen III è quello che si distingue maggiormente. La sua strettissima larghezza di banda permette solamente al paio di linee di emissione dell’Ossigeno di arrivare all’occhio, e per molte nebulose planetarie e a emissione diffusa, l’aumento del contrasto è qualcosa da vedere per credere! Le nebulose Velo ed Elica sembrano quasi fotografie in un 10 pollici con il filtro OIII, ed alcune delle nebulose ad emissione nello SKY ATLAS 2000.0 sembrano quasi fuoriuscire dal telescopio. Potresti anche vedere delle nebulose che non sono visibili su alcuni atlanti. Questo filtro spesso è uno dei migliori per osservare le nebulose planetarie, con la tecnica del “blinking” (socchiudere un occhio) che sta diventando sempre più efficace, mentre le stelle quasi spariscono lasciando la nebulosa planetaria in bella mostra.

Tuttavia, dato che la larghezza della banda del filtro OIII è molto stretta, potrebbe danneggiare alcuni nebulose con significanti emissioni H-beta, come le nebulose attorno Gamma Cygni o alla testa del Cavallo. Le differenze tra questo filtro ed i filtri a banda larga come il Lumicon UHC sta principalmente nelle nebulose visibile e nel contrasto. La maggior parte delle nebulose mostra un’area di nebulosità leggermente più grande nel filtro UHC con una luminosità aumentata, ma nel filtro OIII, spesso avrà più contrasto e dettagli scuri. In ogni caso, il filtro OIII scurisce di molto la vista degli ammassi stellari e delle galassie, ancora più di quanto facciano i filtri a banda stretta, anche se gli osservatori muniti di telescopi di grandi dimensioni potrebbero trovare l’OIII utile per far risaltare qualche nebulosa ad emissione in altre galassie, come le regioni HII nella M33. Il Lumicon OIII ha anche una passabanda rossa sostanziale, e sulle nebulose a emissione molto luminose come l’M42 e la M8, sono stati riportate deboli colorazioni rosse in parti della nebulosa utilizzando apertura da moderate ad ampie. Recentemente, la Thousand Oaks ha prodotto il suo filtro Oxygen III “Type 3”. Non sembra avere quel leggero effetto di red-ghosting sulle immagini delle stelle, anche se la sua performance generale nel far risaltare le nebulose è molto simile al modello Lumicon. Anche la Meade ha introdotto un suo filtro OIII.

filtri lineari h-betaUn altro filtro lineare meno usato è l’H-beta della Lumicon. Come indica il nome, il filtro lascia passare solamente la linea di emissione d’idrogeno H-beta, ed è conosciuto in particolare per i suoi effetti sulla Nebulosa Testa di Cavallo, la Nebulosa California, la Nebulosa Cocoon e qualche altra. Su un telescopio da 8 a 10 pollici, la Nebulosa Testa di Cavallo diventa da quasi invisibile a visibile, ed anche la Nebulosa California si vede, guadagnando un ottimo contrasto e dei dettagli filamentosi. Un miglioramento per quanto riguarda l’uso senza filtri per oggetti aggiuntivi come l’M42/43, la Nebulosa Nord America, ed alcune altre può anche essere notato, ma, nella maggior parte dei casi, questi altri oggetti appaiono migliori in filtri UHC o OIII. L’H-beta può anche essere usato per osservare alcuni dei dettagli della struttura di alcune nebulose più luminose paragonando la visuale dell’H-beta a quella di altri filtri.

Comunque, l’H-beta non funziona solitamente bene sulla maggior parte delle nebulose planetarie, poiché spesso ne elimina moltissime ed oscura quelle restanti. Il numero totale di nebulose ad emissione, che l’H-beta migliora drasticamente, è abbastanza limitato. La maggior parte di questi oggetti “H-beta” tende ad essere abbastanza lontana per cominciare (come la Testa di Cavallo) e richiede aperture più ampie per visuali decenti persino con un filtro. A meno che tu non voglia SERIAMENTE osservare questi lontani bersagli H-beta, potresti essere in grado di farlo senza il filtro H-beta. La Thousand Oaks fabbrica anche la versione “Type 4” dei filtro H-beta.

Come consiglio, se puoi permetterti solamente un filtro, compra un Lumicon UHC o un Orion Ultrablock (qualunque sia il meno costoso al momento). Se puoi permettersi due filtri, il Lumicon OIII è un ottimo compagno per un filtro a banda stretta come l’UHC, ma ricordati di usarli se hai un occhio che ha imparato ad adattarsi al buio e di impiegare la visone distolta. I filtri non renderanno gli oggetti più luminosi, ma, nella maggior parte dei casi, li renderanno più semplici da vedere. Divertiti!

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