Oculari Di Buona Qualità Ed Osservazioni - Telescopios.it

Oculari Di Buona Qualità Ed Osservazioni

oculariL’importanza di un buon oculare: ogni fotone di luce raccolto da un telescopio passa attraverso un oculare prima di raggiungere il tuo occhio. Quella luce è quindi affetta da ogni problema ottico in quell’oculare – e, più economico sarà l’oculare, più problemi avrà. Un oculare da 10$ farebbe funzionare un telescopio da 2000$ come un giocattolino dalla stessa cifra. Se gli oculari del tuo telescopio sono etichettati come H (Huygenian), R (Ramsden), o SR (symmetrical Ramsden), sono praticamente oculari giocattolo e dovrebbero essere sostituiti.

Poiché gli oculari rappresentano la metà del sistema ottico di un telescopio, e solitamente la metà più complessa, dovrebbero essere almeno della stessa qualità del telescopio (preferibilmente migliori). Un buon telescopio non migliorerà un oculare scarso – ma un buon oculare trarrà il meglio da un telescopio non proprio di qualità.

Quando si comprano gli oculari, tuttavia, bisogna resistere alla tentazioni di acquistare immediatamente quelli più potenti che si possano trovare. Per cavar fuori il meglio da un oculare ci vogliono un osservatore esperto ed eccellenti condizioni di visione (cieli scuri e non nuvolosi). Oculari di media potenza, d’altro canto, sono utilizzabili durante un gamma di condizioni visive più ampia.

L’importanza di una buona esperienza visiva

Le condizioni visive – la calma e la trasparenza della nostra atmosfera – determinano quanta potenza è possibile utilizzare in ciascuna notte. Inoltre, è possibile determinare quanti dettagli sono visibili a qualsiasi potenza data, in particolare con i telescopi più grandi, sempre partendo dalle condizioni atmosferiche – più che dal tipo di oculare, o dal suo costo.

Se l’immagine del tuo telescopio è instabile, sfocata o poco nitida ad una potenza alta, potresti stare provando ad utilizzare una potenza troppo alta rispetto a quella che le condizioni visive permettono. Passare ad un oculare dalla potenza minore piuttosto che comprare un oculare di qualità migliore e più potente, solitamente, migliorerà l’immagine. In altre parole, un oculare più potente e costoso non migliorerà di certo delle condizioni visive scarse – ma un oculare poco potente renderà delle condizioni visive così-così più godibili.

Una performance regolarmente scarsa a potenze medie e basse, comunque, potrebbe indicare che hai bisogno di oculari migliori, o che il tuo telescopio non è ben collimato.

Determinare l’ingrandimento

La potenza di un oculare si trova dividendo la lunghezza focale del tuo telescopio per la lunghezza focale dell’oculare. Ad esempio, un oculare da 20mm su un telescopio da 2000mm (2000/20) ti dà una potenza di 100 (100x). Questa fa apparire gli oggetti 100 volte più vicini attraverso il telescopio rispetto a come appaiono ad occhio nudo. Lo stesso oculare da 20mm su un telescopio dalla lunghezza focale di 1000mm (1000/20) fornisce un ingrandimento 50x. Maggiore è la lunghezza focale di un telescopio, o minore è la lunghezza focale di un oculare, maggiore sarà la potenza d’ingrandimento – ma l’immagine sarà meno nitida.

Highest useful magnification: qualunque telescopio è teoricamente capace di effettuare una magnificazione illimitata. Con l’aumento della potenza, tuttavia, la luminosità dell’immagine su oggetti estesi (nebulose, galassie) diminuisce, come vedremo nella sezione sulle “pupille d’uscita”. Le stelle, d’altra parte, non diventano meno brillanti. Arrivando a 50x o 60x per centimetro/pollice di apertura, alcuni larghi corpi celesti molto lontani potrebbero diventare troppo sfocati per essere osservati. Infatti, anche se un telescopio da 8 pollici in teoria potrebbe essere in grado di avere un potere di osservazione dello spazio profondo massimo utile di 480x (60 x 8), tutta quella potenza è spesso utilizzabile solamente per dividere stelle binarie vicine.

Più di 60x per pollice/centimetro di apertura è talvolta possibile per le osservazioni planetarie con telescopi dall’apertura piccola (sotto i 4-5 pollici), poiché un telescopio di piccole dimensioni guarda attraverso meno della nostra turbolenta atmosfera rispetto ad un telescopio più grande, e pertanto è meno influenzato da condizioni visive poco stabili. Sfortunatamente, le condizioni visive eccezionali che permettono una magnificazione così alta sono rarissime.

Durante condizioni visive medie (del tipo di quelle che si trovano nove notti su dieci), da 25x a 30x per pollice/centimetro di apertura è una potenza più sensibile per le stelle binarie e le osservazioni planetarie. È a questa potenza che la risoluzione di un telescopio è quasi uguale a quella del nostro occhio e le immagini sono più nitide. La potenza utile più alta secondo queste condizioni varia da 200x a 240x con un telescopio da 8 pollici in una notte media, da 100x a 120x con un telescopio da 4 pollici, etc.

I gruppi globulari e le nebulose più piccole si osservano meglio da 12x a 15x per pollice/centimetro di apertura, mentre 8x per pollice/centimetro di apertura è solitamente migliore per scovare galassie ed osservare nebulose di grandi dimensioni. Una volta trovare a potenze basse, il contrasto delle galassie e delle nebulose più piccole contro lo sfondo del cielo può spesso venire migliorato aumentando l’ingrandimento da 15x a 20x per pollice/centimetro di apertura.

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Magnificazioni utili più basse

La potenza più bassa utilizzabile da un sito di osservazione è di circa 3x-4x per pollice/centimetro di apertura – per osservare gruppi di stelle e campi lunghi delle nuvole e delle stelle della Via Lattea. Un oculare a scarsa potenza ha una pupilla d’uscita (il raggio di luce che esce dall’oculare) più larga rispetto alla pupilla umana. Una porzione della pupilla d’uscita poggia sul nostro iride, invece che entrare all’interno dell’occhio, riducendo effettivamente l’apertura (e la luminosità) del telescopio.

Pupille d’uscita

Un altro modo per scegliere gli oculari (oltre che la potenza per pollice/cm di apertura) è abbinare la pupilla di uscita dell’oculare al tipo di osservazione che si vuole fare. Per scoprire la pupilla di uscita dell’oculare – il diametro del raggio di luce che esce dall’oculare – basta dividere la lunghezza focale dell’oculare per il rapporto focale del telescopio. pertanto, mentre un oculare da 10mm ha una pupilla di uscita da 1mm con un telescopio f/10 (10/10 = 1), lo stesso oculare ha una pupilla di uscita da 2mm con un telescopio dal rapporto focale f/5 (10/5 = 2). Maggiore è la potenza, minore sarà la pupilla di uscita.

La luminosità degli oggetti estesi (galassie e nebulose) è proporzionale al quadrato della pupilla di uscita. Pertanto, una pupilla di uscita da 4mm a bassa potenza (4 al quadrato = 16) è quattro volte più luminosa su galassie e nebulose quanto una pupilla di uscita a potenza media da 2mm (2 al quadrato = 4). In altre parole, il doppio della potenza risulta in ¼ della luminosità sugli oggetti più lontani e sfocati al di fuori del nostro sistema solare.

D’altra parte, la luminosità di un punto di luce (una stella) è una funzione dell’apertura del tuo telescopio – non della pupilla d’uscita. Maggiore l’apertura, più flebile è la stella che si osserva. Le stelle non diventano più sfocate man mano che la potenza di un telescopio aumenta e la pupilla d’uscita si fa più piccola. Gli oggetti estesi, però, lo fanno, ed il cielo (l’oggetto più esteso osservabile attraverso il tuo telescopio) diventa progressivamente più scuro con l’innalzarsi della potenza. Il risultato è che le stelle lontane sono solitamente più visibile a potenze maggiori, poiché il contrasto tra la luminosità invariabile della stella e lo sfondo che va ad inscurirsi progressivamente del cielo aumenta.

Da siti di osservazione con cielo scuro, una pupilla di uscita da 5-7mm è la migliore per osservare i gruppi di stelle della Via Lattea, nebulose di grandi dimensioni come il Velo, etc. Da siti suburbani e leggermente soggetti ad inquinamento della luce, una pupilla d’uscita da 3-4mm migliora il contrasto di questi oggetti su larga scala scurendo i cieli inquinati, senza scurire troppo gli oggetti stessi.

Tipicamente, una pupilla da 2mm si abbina meglio all’area di risoluzione più alta nel nostro occhio, e ci fornisce un buon dettaglio visivo per osservazioni lunari, planetarie e stellari. Una pupilla d’uscita da 2mm migliora anche la nitidezza di quei dettagli, perché una pupilla d’uscita più piccola minimizza l’astigmatismo ai bordi del tuo occhio adattatosi all’oscurità. Inoltre, l’inscuristi dello sfondo del cielo con una pupilla d’uscita da 6mm spesso esalta la visibilità di galassie di piccole dimensioni e nebulose planetarie.

Una pupilla d’uscita da 1mm ti fornisce il maggior dettaglio planetario ed è eccellente per dividere le stelle binarie. Una pupilla d’uscita da 0.5mm è utile per dividere le stelle doppie vicine, ma solamente durante condizioni atmosferiche molto favorevoli.

Determinare il campo visivo

Il campo visivo effettivo di un oculare equivale più o meno al suo campo apparente (il diametro angolare del circolo di luce che vedi nell’oculare quando guardi attraverso di esso) diviso per la magnificazione fornita dalla combinazione del telescopio e dell’oculare. Ad esempio, se un oculare dal campo visivo apparente di 50° ti fornisce un ingrandimento 100x su un particolare telescopio, avrà un campo visivo effettivo da ½° (50/100) circa il diametro della Luna piena.

Estrazione pupillare

Tieni un oculare verso una luce (non il Sole) e portalo vicino al tuo occhio. La distanza tra il tuo occhio e l’oculare al punto in cui hai visto per la prima volta l’intero campo circolare nero fermarsi (permettendoti di ottenere il campo visivo massimo) è l’estrazione pupillare.

L’estrazione pupillare dovrebbe essere abbastanza lunga per una visione comoda, in particolare per chi è costretto a portare gli occhiali, che ha bisogno di un minimo di 15mm di estrazione pupillare per visualizzare l’intero campo visivo. Anche se non indossi gli occhiali, un’estrazione pupillare molto corta potrebbe causare lo scontro delle tue ciglia con l’oculare, con conseguente trasferimento di oli provenienti dalle tue ciglia alle lenti. Questo potrebbe danneggiare le coperture dell’oculare, quindi è bene esaminare gli oculari frequentemente e pulirli quando ce n’è bisogno.

L’estrazione pupillare solitamente diminuisce con l’accorciarsi della lunghezza focale di un oculare, quindi se indossi gli occhiali potresti dover utilizzare una lente di Barlow in congiunzione con un oculare dalla lunghezza focale più ampia per ottenere sia una soddisfacente estrazione pupillare che una potenza alta. In ogni caso, se porti gli occhiali, la tua inabilità di avvicinare l’occhio all’oculare non risulterà in immagini fuori fuoco, ma più semplicemente in un campo visivo ristretto.

Le aziende produttrici misurano l’estrazione pupillare dall’ultima superficie delle lenti dell’oculare più vicine al tuo occhio a dove l’immagine viene formata. Anche se si tratta di una maniera tecnicamente accurata di misurare l’estrazione pupillare, spesso può portare a figure di estrazione pupillare sbagliate e troppo lunghe. Dato che la lente oculare è solitamente incastonata all’interno del corpo dell’oculare per proteggerla dai danni, non è possibile utilizzare quella porzione dell’estrazione pupillare all’interno di quella nicchia nel corpo dell’oculare. Per calcolare l’estrazione pupillare utilizzabile, la misuriamo dall’orlo dell’oculare o paraocchio (dove l’occhio o gli occhiali dell’osservatore toccano, che limita quanto è possibile avvicinarsi alla lente oculare) a dove si forma l’immagine.
Di conseguenza, le nostre estrazioni pupillari sono spesso più corte rispetto a quelle delle altre aziende produttrici, le quali sono sì tecnicamente corrette, ma non molto realistiche quanto le nostre.

Indossare gli occhiali

Durante l’osservazione, se sei presbite (non riesci a mettere a fuoco gli oggetti vicini) puoi toglierti tranquillamente gli occhiali o miope (non vedi bene gli oggetti lontani). La maggior parte dei fuocheggiatori dei telescopi riesce a compensare per questi problemi.
Con l’astigmatismo, gli occhiali si possono non indossare a potenze elevate (a meno che il tuo astigmatismo non sia molto grave), poiché l’astigmatismo si manifesta principalmente alla periferia della cornea, e la maggior parte delle osservazioni a potenze elevate include l’esaminazione di oggetti piccoli al centro del campo visivo. A potenze basse, tieni gli occhiali se sei affetto da astigmatismo.

Scegliere gli oculari

Non ha molto senso comprare tanti oculari.
Spenderai più tempo a cercare l’oculare giusto da usare piuttosto che ad osservare il cielo. Ha più senso, invece, possederne soltanto quei tre o quattro ben selezionati che coprono l’intera gamma delle possibilità osservative.

La maggior parte delle aziende produttrici di telescopi aggiungono ai loro prodotti un oculare di media potenza. La sua potenza è abbastanza bassa da mostrarti un campo visivo generoso per le osservazioni dello spazio profondo (ma non tanto basso da permettere all’inquinamento da luce di mascherare nebulose e galassie), ed è comunque alta abbastanza per osservare pianeti di discrete dimensioni e catturare immagini di gruppi di stelle.

Tenendo a mente le linee guida sull’apertura e sulla pupilla d’uscita sovra menzionate, il tuo primo oculare opzionale potrebbe essere uno con circa il doppio della potenza dell’oculare aggiunto al tuo telescopio. Ti fornirà immagini planetarie più grandi e risolverà più facilmente gli ammassi globulari e le stelle binarie. Se i tuoi cieli sono per la maggior parte scuri, la tua seconda scelta potrebbe essere un oculare a bassa potenza, con circa la metà della potenza d’ingrandimento rispetto all’oculare standard inserito nella confezione del tuo telescopio. In altre parole, se inizi con un oculare a media potenza da 25mm, prima potresti aggiungere un oculare da 9-13mm per osservazioni ad alta potenza, e poi un oculare da 40-42mm per osservazioni a bassa potenza.

Se sviluppi un interesse per le osservazioni planetarie e lunari a potenza d’ingrandimento molto alta, più tardi potresti aggiungere un oculare dalla lunghezza focale molto corta, per quelle rare notti nelle quali le condizioni atmosferiche permettono di utilizzare ingrandimenti più potenti. Se ti interessa scoprire i misteri dei corpi celesti più lontani, ed hai accesso a cieli scuri, compra pure una diagonale stellare da 2 pollici ed un oculare dalla lunghezza focale ampia (come un Plössl da 2 pollici/56mm) per immagini più luminose ed un campo visivo molto più largo.

Esistono molte altre scelte fattibili, ovviamente – oculari a campo ampio dalla potenza media per osservare le nebulose più grandi; colmare il divario tra potenze medie e alte per osservare le nebulose planetarie più piccole; etc. – ma i tre/quattro oculari di base elencati sopra ti faranno da solide fondamenta per ogni tipo di osservazione possibile.

Una volta scelta l’appropriata lunghezza focale per i tuoi oculari, pensa al tipo(i) di oculare da comprare. Il migliore tipo di oculare da comprare spesso è influenzato da come intendi utilizzare il tuo telescopio.

Ad esempio, se hai un riflettore Dobsoniano, potresti trovare più semplice localizzare oggetti nei campi più ampi della Panoptic, della Super Wide, della Nagler o di oculari simili, rispetto ai campi più stretti della Plössl o degli acromatici modificati. Inoltre, un oggetto ci mette più tempo ad attraversare il campo visivo di un oculare dal campo ampio. Ciò permette a diversi membri della famiglia meno esperti di osservare un oggetto prima che esca dal campo visivo dell’oculare e tu debba muovere il telescopio per loro. Un campo ampio significa anche che puoi osservare i pianeti più a lungo prima di dover spostare un Dobsoniano. Gli oculari dal campo lungo sono anche eccellenti per essere utilizzati con Dobsoniani durante gli star party.

Se possiedi un telescopio motorizzato, comunque, il bisogno di un oculare dal campo lungo per estendere il tempo della tua osservazione ad alte potenze prima di dover regolare il telescopio potrebbe diminuire, poiché il motore mantiene gli oggetti automaticamente centrati. Inoltre, pochi oggetti richiedono sia magnificazioni alte che un campo visivo ampio contemporaneamente, quindi l’alta potenza di un oculare dalla lunghezza focale corta e dal campo lungo su un telescopio catadiottrico dalla lunghezza focale ampia è spesso uno spreco dell’ampio campo visivo dell’oculare. Il contrasto maggiore degli oculari dai campi più stretti marca Brandon, Plössl ed Ultima per osservazioni di pianeti e nebulose planetarie potrebbe surclassare il bisogno di oculari dal contrasto più basso e dai campi ampi per facilitare la localizzazione degli oggetti.

Anche il tipo di telescopio che possiedi può influenzare il tipo di oculare da acquistare. Ad esempio, se hai un riflettore, la sua coma caratteristica può essere enfatizzata dalla scelta dell’oculare sbagliato. Più veloce sarà il rapporto focale di un oculare, più pronunciata sarà la coma, un difetto ottico che fa apparire le stelle progressivamente dalla forma più a cometa (allungata) man mano che ci si avvicina al bordo del campo visivo.

Il diametro del campo visivo effettivo privo di coma di un riflettore è quasi uguale (in millimetri) alla metà del quadrato del suo rapporto focale. Un telescopio f/5 ha un campo visivo privo di coma approssimativamente di 12.5mm (5 al quadrato = 15, diviso 2), un telescopio f/4 ha un campo da 8mm (4 al quadrato =16, diviso 2), etc. Solitamente, un oculare da 40mm ha un’area di circa 28mm di diametro nel centro dell’immagine del telescopio, mentre la diagonale di una pellicola negativa da 35mm ha un’ampiezza di 44mm, e quella di una DSLR munita di sensore APS-C è tipicamente di circa 28mm. Sono tutte maggiori rispetto al campo visivo privo di coma di un telescopio dal rapporto focale veloce. A potenze basse, quindi, fino al 50% dell’immagine di un riflettore veloce può mostrare stelle a forma di cometa tipiche dell’aberrazione della coma. Lenti correttive anti-coma opzionali possono eliminare questo problema.

Gli oculari acromatici modificati ed economici solitamente soffrono di curvatura di campo (impossibilità di mettere a fuoco il centro ed i bordi del campo allo stesso tempo). Non solo alcune delle stelle risultano di forma allungata in un oculare modificato acromatico a causa della coma, ma sono anche fuori fuoco!
I riflettori dal rapporto focale veloce (al di sotto di f/6) funzionano quindi al meglio con oculari a campo piatto come quelli della Plössl e quelli progettati per l’uso con rapporti focali veloci (Nagler, Panoptic, Super Wide Angle, etc.) piuttosto che con modificati acromatici.

La coma di solito non è un problema a magnificazioni alte. Un oculare dall’alta potenza guarda solamente all’area centrale dell’immagine da 5mm a 12mm e non vede le porzioni comatiche esterne.

Un riflettore f/6 (campo privo di coma da 36mm) è molto più tollerante per la curvatura di campo dell’oculare, come lo sono i rifrattori, i quali raramente mostrano forme di coma. I catadiottri Schmidt e Makustov-Cassegrain generalmente non tendono alla coma, sebbene gli Schmidt hanno una curvatura di campo che viene enfatizzata da oculari economici a potenze basse. Questi telescopi possono essere tutti usati con successo con una grande varietà di tipi di oculari, inclusi gli acromatici modificati. Comunque, saranno sempre gli oculari di buona qualità che otterranno più risultati rispetto ad un semplice acromatico modificato a tre lenti. Con questi tipi di telescopio, il tipo di oculare che dovresti comprare è determinato dal tuo budget e dai requisiti di osservazione, piuttosto che dalle limitazioni del telescopio.

Naturalmente, il tuo budget avrà un ruolo nella scelta degli oculari. Alla fin fine, in ogni caso, otterrai di più da un oculare di buona qualità che si adatta a tutte le performance possibili del tuo telescopio che da due oculari di qualità inferiore che possono limitarne la performance. Dirigiti verso la qualità. Non te ne pentirai.

Caratteristiche dell’oculare: Nella sezione catalogo oculari di questo sito, utilizziamo diversi termini per descrivere la nostra soggettiva opinione della performance degli oculari individuali che abbiamo. Questi termini sono i seguenti.

Numero di elementi della lente: Tipicamente, più lenti vi sono in un oculare più saranno nitide le immagini, e/o più ampio sarà il campo visivo, e/o più lunga sarà l’estrazione pupillare… sebbene, talvolta, è possibile che si presenti una perdita di contrasto rispetto ad oculari simili.

Nitidezza: Quanto bene l’oculare concentra la luce di una stella in un punto al centro del campo; quanto nitidi e definiti appaiono i dettagli della luna e dei pianeti; quanto bene vengono divise le stelle binarie.

Astigmatismo: Un’aberrazione che trasforma le stelle in oblunghi punti sfocati, in particolare verso il bordo del campo. Queste figure oblunghe puntano verso il centro dell’oculare su un lato del fuoco, ma si trovano ad angoli giusti dal centro sull’altro lato del fuoco. Da non confondere con la curvatura.

Correzione del colore: Quanto un oculare è libero dalle auree colorata attorno le stelle ai bordi del campo, dai colori falsati nelle immagini planetarie, o dalle stelle che cambiano colore mentre si muovono dal centro ai bordi del campo.

Ghosting: Un bagliore di luce indesiderato attorno agli oggetti luminosi, o immagini multiple fioche di oggetti lontani, a causa delle riflessioni interne dell’oculare.

Curvatura di campo: Inabilità di portare il centro ed i bordi del campo a fuoco nello stesso momento, con il bordo fuori fuoco e le stelle sfocate quando il centro viene messo nitidamente a fuoco e viceversa. Da non confondere con l’astigmatismo, nel quale le stelle diventano delle figure ovali ai bordi del campo.

Distorsione: Ingrandimento non uguale attraverso il campo dell’oculare, in modo che le linee dritte appaiono curve; si chiama distorsione a barile se il centro delle linee dritte si piega verso l’esterno, e distorsione a cuscino quando il centro si piega verso l’interno; l’eccessiva distorsione può produrre un fastidioso effetto “boccia di vetro” quando si utilizza la tecnica del panning per riprendere un campo di stelle in movimento.

Contrasto: La gamma che va da chiaro a scuro vista in un oculare; un contrasto alto rende le ombre sul fondo dei crateri lunari nere, aiuta a dividere le stelle binarie vicine, esalta i dettagli lunari e planetari nascosti, ed aiuta a stanare piccole e lontane nebulose planetarie nascoste da un cielo molto scuro; un contrasto basso ( dovuto a riflessioni interne alle lenti dell’oculare causate da bordi non oscurati e da coperture anti-riflesso di qualità dubbia) mostra le ombre dei crateri lunari in sfumature di grigio, piuttosto che in nero molto scuro, e rende le nebulose ed i dettagli planetari nascosti più difficili da vedere.

Telescopi e mezza età: Una sfortunata conseguenza dell’invecchiare e che i nostro occhi perdono l’abilità di dilatarsi al buio. All’arrivo della mezza età, le nostre pupille potrebbero essere in grado di dilatarsi solamente fino a 5mm, invece che a 7 come nella giovinezza. Circa la metà della luce della pupilla d’uscita da 7mm di un oculare dalla lunghezza focale lunga si abbatterà sull’iride di un osservatore di mezza età, invece che passare attraverso la pupilla da 5mm del suo occhio, e verrà quindi sprecata.

Se sei un uomo o una donna di mezza età, allora, acquista degli oculari a potenza molto bassa principalmente per i loro campi visivi più ampi. Non comprarli per immagini più luminose se i tuoi occhi non riescono a dilatarsi per adattarsi alla pupilla d’uscita. Le immagini sono più luminose quando la pupilla d’uscita dell’oculare si abbina alla tua pupilla.

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